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18.06.2007

Zibaldone

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Photos de Giacomelli et poésie de Leopardi se sont répondues il y a deux ans dans une superbe exposition présentée à la BNF. La preuve, s'il en fallait une, que la poésie italienne ne s'est pas arrêtée à Dante, loin de là.

Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu, e sarà sempre, infelice di necessità. Non il genere umano solamente, ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri a loro modo. Non gli individui, ma le specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi.

Entrate in un giardino di piante, d'erbe, di fiori. Sia pur quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell'anno. Voi non potete volger lo sguardo in nessuna parte che voi non vi troviate del patimento. Tutta quella famiglia di vegetali è in istato di souffrance, qual individuo più, qual meno. Là quella rosa è offesa dal sole, che gli ha dato la vita ; si corruga, langue, appassisce. Là quel giglio è succhiato crudelmente da un’ape, nelle sue parti più sensibili, più vitali. Il dolce mele non si fabbrica dalle industriose, pazienti, buone, virtuose api senza indicibili tormenti di quelle fibre delicatissime, senza strage spietata di teneri fiorellini.

Quell’albero è infestato da un formicaio, quell’altro da bruchi, da mosche, da lumache, da zanzare; questo è ferito nella scorza e cruciato dall’aria o dal sole che penetra nella piaga; quello è offeso nel tronco, o nelle radici ; quell’altro ha foglie più secche; quest’altro è roso, morsicato nei fiori; quello trafitto, punzecchiato nei frutti. Quella pianta ha troppo caldo, questa troppo fresco; troppa luce, troppa ombra; troppo umido, l’altra non trova dove appoggiarsi, o si affatica e stenta per arrivarvi. In tutto il giardino tu non trovi una pianticella sola in istato di sanità perfetta. Qua un ramicello è rotto o dal vento o dal suo proprio peso ; là un zeffiretto va stracciando un fiore, vola con un brano, un filamento, una foglia, una parte viva di questa o quella pianta, staccata e strappata via. Intanto tu strazi le erbe co’ tuoi passi; le stritoli, le ammacchi, ne spremi il sangue, le rompi, le uccidi. Quella donzelletta sensibile e gentile, va dolcemente sterpando e infrangendo steli. Il giardiniere va saggiamente troncando, tagliando membra sensibili, colle unghie, col ferro.

Certamente queste piante vivono ; alcune perchè le loro infermità non sono mortali, altre perchè ancora con malattie mortali, le piante, e gli animali altresi, possono durare a vivere qualche poco di tempo. Lo spettacolo di tanta copia di vita all’entrare in questo giardino ci rallegra l’anima, e di qui è che questo che ci appare essere un soggiorno di gioia. Ma in verità questa vita è trista e infelice, ogni giardino è quasi un vasto ospitale (luogo ben più deplorabile che un cemeterio), e se questi esseri sentono o, vogliamo dire, sentissero, certo è che il non essere sarebbe per loro assai meglio che l’essere.

Bologna, 19 e 22 aprile 1826

Giacomo Leopardi.

Commentaires

Sto scoprendo il suo blog. E una pura meraviglia. L'alleanza tra Shakespeare e Leopardi puo' sembrare strana. Invece, svela il filo morbido dei nostri suoni e desideri. Complimenti.

Ecrit par : Jean-Marc | 23.10.2007

Grazie mille, caro lettore.
Votre commentaire me touche plus que je ne saurais dire (et si en plus il est en italien...!).

Ecrit par : Elseneur | 24.10.2007

"la un zeffiretto va stracciando un fiore" (là un vent léger agace une fleur). Zéphyr & zéro sont tous deux issus de la même racine. C'est ce souffle d'air, si passager, si imperceptible, qu'il confine à l'absence absolue.

Pourquoi avez-vous choisi ce texte du haut de vos froides nuits danoises, Elseneur ?

Ecrit par : Jean-Marc | 25.10.2007

Cher Jean-Marc, il se trouve que j'ai deux amours : Shakespeare et l'Italie, les deux n'étant pas incompatibles, loin de là.

Quant à ce texte infiniment délicat, c'est lui qui, il y a fort longtemps, me fit découvrir la poésie italienne, et je lui garde une tendresse toute particulière, d'autant que je partage assez la vision de Leopardi.

Merci de vos jolis commentaires.

Ecrit par : Elseneur | 25.10.2007

Bravo !

Je vois avec satisfaction que vous savez choisir vos amours avec goût.

Respect ! (anagramme de "spectre", ce qui nous ramène encore et toujours à Shakespeare et à Elseneur en particulier).

Ecrit par : Jean-Marc | 25.10.2007

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